Da diritto e giustizia di giuffre’

GUIDA IN STATO D’EBBREZZA | 03 Aprile 2017

Un solo alcoltest invece di due: le circostanze sintomatiche escludono la sanzione penale

Il giudice può avvalersi delle sole circostanze sintomatiche, riferite dagli agenti accertatori, per accertare lo stato di ebbrezza, ma il più delle volte andrà applicata la fattispecie meno grave.

(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 16480/17; depositata il 31 marzo)

Così si è espressa la Corte di Cassazione con la sentenza n. 16480/17 depositata il 31 marzo.

Il caso. Un soggetto, condannato per guida in stato d’ebbrezza, ricorreva in Cassazione lamentando che l’affermazione di responsabilità non ha superato il test del ragionevole dubbio. Infatti l’imputazione era stata formulata sulla scorta di un unico rilevamento mediante etilometro, in luogo dei due regolamentari.

Le circostanze sintomatiche dello stato d’ebbrezza. La Corte di Cassazione ritiene fondato il motivo.
Essendo mancato il completamento della regolare procedura di espirazione tramite etilometro, che era stata interrotta dopo la prima prova e non proseguita ulteriormente, la Corte d’appello avrebbe dovuto ritenersi configurata la meno grave ipotesi ex art. 186, lett. a) c.d.s., invece che quella sublett. c). E tale ipotesi è oggi depenalizzata, comportando soltanto una sanzione amministrativa e la sospensione della patente.
E’ infatti orientamento consolidato quello secondo il quale lo stato di ebbrezza può essere desunto da elementi sintomatici. Ma «la possibilità per il giudice di avvalersi, ai fini dell’affermazione della sussistenza dello stato di ebbrezza, delle sole circostanze sintomatiche riferite dagli agenti accertatori sarà il più delle volte da circoscriversi alla sola fattispecie meno grave». Per questo motivo la sentenza impugnata è annullata senza rinvio.