//COMPILAZIONE VERBALE PRESTAMPATO. CORREZIONE A MANO.LEGITTIMITA’.

COMPILAZIONE VERBALE PRESTAMPATO. CORREZIONE A MANO.LEGITTIMITA’.

Da diritto e giustizia di giuffre’

codice della strada | 18 Settembre 2017

Il verbale corretto a mano dal carabiniere è valido

Il termine per proporre opposizione ad un verbale di contestazione della violazione del codice della strada deve essere indicato nella parte prestamapata del verbale stesso, rimanendo irrilevante l’eventuale correzione manuale.

(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza n. 21377/17; depositata il 15 settembre)

Così si è espressa la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 21377/17 depositata il 15 settembre.

Il caso. Il Tribunale di Asti confermava la sentenza del Giudice di Pace con cui veniva rigettata l’opposizione avverso un verbale di contestazione della violazione dell’art. 184, commi 1 e 8, c.d.s. (Circolazione degli animali, degli armenti e delle greggi) redatto dai carabinieri. Il Tribunale osservava infatti che il verbale contestato, pur riportando una correzione a penna in relazione ai termini per proporre ricorso ai sensi dell’art. 203 c.d.s. alternativamente al giudice di pace o al prefetto, si sottraeva ad ogni censura come invece sostenuto dall’opponente.
La sentenza viene dunque impugnata in Cassazione dall’opponente che lamenta violazione degli artt. 203 e 204-bis c.d.s., nonché dell’art. 2699 c.c. (Atto pubblico) essendo il verbale di contestazione un atto pubblico avente una forma predeterminata dal codice della strada, nella quale devono essere necessariamente indicati i termini di 30 e 60 giorni per proporre ricorso, rispettivamente, al giudice di pace e al prefetto, non potendo il modulo essere corretto a penna dal verbalizzatore.

Nessuna violazione del diritto di difesa. Il Collegio nega ogni fondamento a tale censura sottolineando come il Tribunale abbia correttamente valutato la situazione fattuale, rilevando l’inidoneità della correzione manuale del verbale ad indurre in errore il ricorrente, come sostenuto da quest’ultimo a sostegno di una pretesa violazione del proprio diritto di difesa. L’ordinanza in commento precisa infatti che «il significato della correzione era del tutto evidente e pertanto non poteva non essere percepito nel caso concreto dalla persona che riceveva attraverso il verbale la contestazione di violazione e l’indicazione delle vie per opporsi».
Per questi motivi, la Corte dichiara inammissibile il ricorso.

2017-09-20T09:21:28+00:00

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