INTERESSANTI ARGOMENTI PROFESSIONALI IN TEMA DI AMBIENTE.

Associazione Professionale Polizia Locale D'Italia

L’articolo 191 del T.U.A. ( ordinanze contingili e urgenti del Sindaco )  e il rapporto con l’articolo 54 del codice penale ( stato di necessità ).

La causa scriminante codicistica come presupposto per l’attività di gestione dei rifiuti derogatoria in sostituzione dell’ordinanza contingibile e urgente della Pubblica Autorità – caso specifico di inerzia del Sindaco – Cass. Pen. 16 Gennaio 2020, n. 1657

Cassazione del 6 maggio 2020, n. 13731

E’ reato non fornire le proprie generalità a chi esercita le pubbliche funzioni, anche in caso di estraneità ai fatti che ne hanno determinato l’intervento.

Una cittadina di Brescia era stata oggetto di C.N.R.  per essersi rifiutata di dare indicazioni sulla propria identità personale agli agenti di polizia locale nell’esercizio delle loro funzioni. In primo grado il Tribunale aveva assolto l’imputata con la formula perché il fatto non costituisce reato. Secondo la ricostruzione esposta in sentenza i vigili erano intervenuti a seguito di una segnalazione di disturbo alla quiete pubblica e stavano procedendo all’identificazione dei presenti. La donna, estranea ai fatti che avevano determinato l’intervento, aveva cominciato ad inveire nei confronti delle persone presenti. Richiesta di fornire le proprie generalità, si era rifiutata allontanandosi, ma subito dopo era ritornata sui suoi passi e aveva ripreso “l’azione di disturbo”. Gli operanti le avevano nuovamente e ripetutamente richiesto di fornire indicazioni sulla propria identità, ma la donna aveva opposto un ostinato rifiuto, assumendo “un atteggiamento di sfida”. In terzo grado viene confermata la responsabilità penale della signora.

ALCUNI QUESITI INERENTI LA INSTALLAZIONE DI FOTOTRAPPOLE ALL’INTERNO DEI CENTRI DI RACCOLTA COMUNALI, A CURA DELLA POLIZIA MUNICIPALE.

Domande e relative risposte.

Cass.Civ. Sez. III n. 7947 del 20 aprile 2020

Acque. Canone di depurazione e prestazione del servizio

Va esclusa la debenza del corrispettivo in tutti i casi di impossibilità materiale di fruizione del servizio di depurazione o di mancato funzionamento dello stesso per fatto non imputabile all’utente, stante l’assenza della controprestazione, cui non può non assimilarsi il caso di un impianto di depurazione che, pur esistente, non realizzi il servizio facendo venire meno il sinallagma previsto dalla legge.

Nell’area soci gli interi documenti.

Il team Ambienterosa è a vostra disposizione. Per maggiori informazioni: avv. Rosa Bertuzzi (rosabertuzzi@ambienterosa.net).