In questi giorni al Ministero dell’Interno sembra che si voglia fare sul serio. Siglato oggi un nuovo “Patto per la Sicurezza” con la regione Friuli V.G. Il protocollo si basa su quello sottoscritto il 20 marzo u.s. tra lo stesso Ministero e l’Anci. Ora siamo in grado di pubblicarli.
Quanto sottoscritto nel Patto per la
Sicurezza é stato estrapolato dalla Legge di Riforma della Polizia Locale c.d.
Barbolini-Incostante, presentata alla Camera e al Senato nel 2006. Le strategie
di intervento per la qualificazione e il miglioramento del controllo sul
territorio da parte delle Polizie locali, gli interventi intrapresi dalle
Regioni per il reclutamento con selezioni rigorose, la formazione
l’aggiornamento professionale del personale dei Corpi di Polizia
Locale, per una integrazione tra gli operatori con possibili organizzazione di
“pattuglie miste”, utili per fronteggiare l’emergere di situazioni di
illegalità. L’accesso alle banche dati del Dipartimento della Pubblica
Sicurezza e Motorizzazione da parte delle Polizie Municipali a taluni dati,
quali quella relativa alla posizione dei veicoli oggetto di controllo. Forme
d’interoperabilità tra le Sale Operative delle Forze di Polizia e quelle
delle Polizie Municipali, allo scopo di migliorare l’impiego delle risorse sul
territorio. Naturalmente a tutto questo deve seguire a ruota, e sembra
sottointeso, l’uso dell’arma da parte di tutti gli appartenenti alla Polizia
Locale, la contrattazione a parte con le stesse prerogative della Polizia di
Stato, la modifica dell’art. 57 del c.p.p., l’esenzione della tassa per gli
apparati radio e pedaggio autostrade. Le prerogative per la riforma della
categoria sembrano esserci. .L’Anvu sta lavorando
su questa strada.
Ministero
dell’Interno
PATTO
PER LA SICUREZZA
TRA
MINISTERO
DELL’INTERNO E A.N.C.I.
20
MARZO 2007
CONSIDERATO
- che la sicurezza è un diritto primario dei
cittadini da garantire in via prioritaria per assicurare lo sviluppo sociale
ed economico del Paese ed un’adeguata qualità della vita;
- che vi è l’esigenza che tale diritto sia
assicurato nel modo migliore e più pieno non soltanto in relazione ai
fenomeni di criminalità organizzata, ma anche in rapporto a quelli di
criminalità diffusa incidenti sul territorio e, più in generale, a quelli
dell’illegalità;
- che la crescita della domanda di sicurezza, sia pur
con diversa intensità a seconda delle varie aree del Paese, è comune
a tutte le realtà urbane di grande, media e piccola dimensione;
- che, al fine di garantire una crescente capacità di
risposta all’aumentata sensibilità ai problemi delle sicurezza delle
comunità interessate, è opportuno assicurare modelli di governo della
sicurezza urbana che sappiano affiancare ai necessari interventi per la
tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica iniziative capaci di
migliorare la vivibilità del territorio e la qualità della vita,
coniugando prevenzione, mediazione dei conflitti, controllo e repressione;
- che, in tale quadro, è da tempo in atto una
proficua attività di collaborazione tra Amministrazioni centrali ed
Autonomie locali che, nel rispetto delle reciproche competenze e
responsabilità, ha dato vita sul territorio ad un efficace processo di
partecipazione al governo della sicurezza capace di assicurare un rinnovato
rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini;
- che, alla luce delle esperienze maturate al
riguardo, si rende opportuno, al fine d’intensificare il livello di
collaborazione, procedere ad un’intesa tra il Ministero dell’Interno e
l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani che, ferme restando le
attribuzioni riconosciute, rispettivamente, allo Stato ed alle Autonomie
locali, definisca in via generale coordinate linee d’intervento che
assicurino un più elevato livello di risposta alla domanda di sicurezza,
cui potranno far seguito specifiche intese in sede locale mediante le
stipula di patti per la sicurezza;
- quanto previsto dall’articolo 20 della legge 1°
aprile 1981, n. 121, così come successivamente modificato, in ordine al
Comitato provinciale per l’ordine e sicurezza pubblica;
PRESO ATTO
-
della necessità di garantire la più ampia collaborazione tra il
Ministero dell’Interno ed i Comuni, ferma restando la competenza in materia di
ordine e sicurezza pubblica dello Stato che in sede locale la esercita in
termini generali attraverso l’Autorità Nazionale e le Autorità provinciali
di pubblica sicurezza;
-
che il bene pubblico della sicurezza dei cittadini può essere
maggiormente garantito nello sviluppo di politiche integrate e partecipate di
sicurezza, nella sinergia tra attività delle strutture dello Stato preposte
alla pubblica sicurezza ed i diversi livelli delle autonomie territoriali, pur
nel rispetto dei diversi ambiti di competenza, secondo un approccio globale;
-
che la competenza statale in materia di sicurezza ed ordine pubblico e di
contrasto alla criminalità fa capo nella provincia al Prefetto quale Autorità
provinciale di pubblica sicurezza, nell’ambito delle proprie
attribuzioni, mentre è compito del Sindaco assumere tutte le iniziative di
sicurezza e prevenzione sociale atte al miglioramento della vivibilità e della
qualificazione dei luoghi di vita ed al contrasto dei fenomeni di disagio
sociale e di degrado urbano, nell’ottica più ampia di raccordare le attività
di controllo del territorio delle Forze di polizia con le competenze degli Enti
locali;
-
che vi è l’esigenza di garantire un rafforzamento del rapporto
collaborativo tra lo Stato e le Istituzioni locali, in particolare nei piccoli
Comuni, assicurando la rappresentazione e la trattazione delle questioni
attinenti alla sicurezza delle comunità locali o per la prevenzione di tensioni
o conflitti sociali che possono comportare turbamenti dell’ordine o alla
sicurezza pubblica;
-
che in linea con i principi di legalità e sussidiarietà ed al fine di
svolgere un’incisiva azione di contrasto alle forme di condizionamento dei
rapporti economico-sociali nelle amministrazioni locali, garantendo la massima
trasparenza di tutte le procedure di acquisto di beni e servizi e la loro
conformità alle disposizioni di legge, il Ministero dell’Interno sta
promuovendo, tramite i Prefetti, un’azione di sostegno tecnico-giuridico anche
attraverso la sperimentazione di una collaborazione positiva nella gestione
delle procedure per l’affidamento degli appalti di opere pubbliche, di
forniture e di servizi, come previsto dalla Direttiva n. 17102/128/1/V del 5
marzo 2007.
RILEVATO
-
che il Ministero dell’Interno è impegnato a dare risposta alle nuove
istanze di sicurezza provenienti dalla società civile, con l’adeguamento
costante delle strategie, delle metodologie operative, delle soluzioni
organizzative e gestioni e con il consolidamento delle sinergie con tutte le
istituzioni interessate, in primo luogo
i Comuni e la Polizia Municipale;
-
che i Comuni sono impegnati ad assicurare, secondo le specifiche
competenze e le correlate responsabilità ad essi attribuite, la massima
trasparenza ed efficacia nell’espletamento delle proprie funzioni, con
specifico riguardo a quelle spettanti alla Polizia Municipale;
-
che i patti per la sicurezza rappresentano un nuovo modello operativo
capace di favorire la collaborazione tra le Parti con la definizione strategica
e condivisa di linee sinergiche di azione;
SI
CONVIENE
nella
condivisione delle considerazioni espresse nel preambolo, le Parti s’impegnano
ad attuare specifiche azioni d’intervento secondo le seguenti linee di
indirizzo:
Ø
attuazione delle innovative forme di collaborazione
logistica, strumentale e finanziaria tra Stato ed Enti locali previste
dall’articolo 1, comma 439, Legge Finanziaria per l’anno 2007 (Legge 27
dicembre 2006, n. 296), per la realizzazione delle finalità individuate nel
presente Patto;
Ø
promozione di un sempre più proficuo e sinergico rapporto di
collaborazione tra i Prefetti ed i Sindaci finalizzato ad assicurare un più
intenso ed integrato processo conoscitivo delle problematiche emergenti sul
territorio. A tal fine il Prefetto, anche su segnalazione dei Sindaci
interessati, potrà valutare la possibilità, per l’esame di specifiche
problematiche legate ad aree territoriali minori, di prevedere “Sessioni
itineranti” del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica,
ovvero “Sessioni propedeutiche” dello stesso, presiedute dal dirigente
dell’Area ordine e sicurezza della Prefettura – Ufficio Territoriale del
Governo, alle quali parteciperanno i Sindaci dei Comuni – o del Comune –
interessati ed i responsabili delle unità territoriali delle Forze di polizia,
i cui esiti saranno riferiti al Prefetto per le eventuali determinazioni di
competenza. Il Prefetto disporrà che siano effettuale le opportune
comunicazioni ai Sindaci interessati circa le iniziative assunte;
Ø
attivazione da parte dei soggetti istituzionali, ciascuno per
quanto compete, di iniziative organiche ed integrate di prevenzione sociale
mirate, in relazione alla specificità dei contesti territoriali, alla
riqualificazione del tessuto urbano, al recupero del degrado ambientale e delle
situazioni di disagio sociale, che contribuiscano ad elevare i livelli di
sicurezza e vivibilità urbana e di coesione sociale;
Ø
previsione di integrate strategie di intervento per la
qualificazione e il miglioramento del controllo sul territorio da parte delle
Polizie locali, sia mediante la polizia annonaria, urbanistica e stradale, che
attraverso il rafforzamento delle verifiche di polizia amministrativa, con il
controllo dei locali di pubblico spettacolo e dei pubblici esercizio in genere;
Ø
promozione, in sinergia con i corrispondenti interventi intrapresi
dalle Regioni in materia, di iniziative per il reclutamento, la formazione
l’aggiornamento professionale del personale dei Corpi di Polizia
Municipale e di altri operatori della sicurezza, nell’ottica
di un innalzamento dei relativi livelli di professionalità, creando così
le condizioni per una integrazione tra gli operatori nel quadro delle iniziative
in tema di “sicurezza diffusa”, con possibili organizzazione di “pattuglie
miste”, utili per fronteggiare l’emergere di situazioni di illegalità che
necessitino della predisposizione straordinaria di azione di contrasto
congiunta. In tale direzione le Parti s’impegnano a promuovere mirate sinergie
affinché siano garantite, anche mediante apposite iniziative legislative,
modalità di accesso ai ruoli del personale della Polizia Municipale che
assicurino una selezione rigorosa in presenza di requisiti di sicura affidabilità
e preparazione;
Ø
realizzazione, nei limiti del vigente quadro ordinamentale, di
forme d’interoperabilità tra le Sale Operative delle Forze di Polizia e
quelle delle Polizie Municipali, con verifica preliminare della compatibilità
tecnologica delle progettualità esistenti e successivo studio e sviluppo di
possibili sinergie operative volte a migliorare l’impiego delle risorse sul
territorio;
Ø
promozione di una più stretta e proficua collaborazione tra i
sistemi informativi del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e quelli delle
Autorità locali, con verifica della possibilità di accesso, nei limiti
consentiti dalle attuali disposizioni normative, da parte delle Polizie
Municipali a taluni dati, quali quella relativa alla posizione dei veicoli
oggetto di controllo;
Ø
attivazione di uno specifico gruppo di lavoro per l’elaborazione
di proposte per riforme
ordinamentali in materia di sicurezza urbana;
Ø
elaborazione di patti d’area e di protocolli
territoriali;
Ø
promozione e potenziamento – laddove già esistenti – in
conformità alle linee guida definite dal Ministero dell’Interno nella
circolare n. 558/A/421.2/70/456 dell’8 febbraio 2005, di apparati di
videosorveglianza a supporto delle attività di prevenzione e contrasto al
degrado ed alle illegalità attuale dalle Forze di Polizia e per la più
complessiva riqualificazione delle aree urbane.
Le parti di
impegnano a svolgere verifiche annuali per eventuali integrazioni e/o modifiche
che si rendano necessarie.
Roma 20
marzo 2007
Il
ministro dell’interno
Giuliano
Amato
Il
Presidente dell’A.n.c.i.
Lorenzo
Domenici
(Foglio allegato scritto a mano)
Il Ministro degli Interni e i
Sindaci delle aree metropolitane concordano sui seguenti impegni:
A.
Definizione in sessanta giorni di patti per la sicurezza con ogni città
metropolitana che prevedano, da parte di tutti i contraenti, risorse finanziarie
e organizzative adeguate.
B.
Avvio, nello stesso periodo di tempo, di un gruppo di lavoro che
definisca innovazioni legislative e normative che consentano nuovi strumenti per
contrastare, nelle città, i fenomeni di disagio e degrado.
APRI
IL "PATTO SICUREZZA" MINISTERO REGIONE FRIULI V.G. >>>>