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Sicurezza: Interno-Anci
Postato il Mercoledi, 28 di Marzo del 2007 (0:32:55) - Letture: 1412

Approfondimenti In questi giorni al Ministero dell’Interno sembra che si voglia fare sul serio. Siglato oggi un nuovo “Patto per la Sicurezza” con la regione Friuli V.G. Il protocollo si basa su quello sottoscritto il 20 marzo u.s. tra lo stesso Ministero e l’Anci. Ora siamo in grado di pubblicarli.

 

Quanto sottoscritto nel Patto per la Sicurezza é stato estrapolato dalla Legge di Riforma della Polizia Locale c.d. Barbolini-Incostante, presentata alla Camera e al Senato nel 2006. Le strategie di intervento per la qualificazione e il miglioramento del controllo sul territorio da parte delle Polizie locali, gli interventi intrapresi dalle Regioni per il reclutamento con selezioni rigorose, la formazione  l’aggiornamento professionale del personale dei Corpi di Polizia Locale, per una integrazione tra gli operatori con possibili organizzazione di “pattuglie miste”, utili per fronteggiare l’emergere di situazioni di illegalità. L’accesso alle banche dati del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e Motorizzazione da parte delle Polizie Municipali a taluni dati, quali quella relativa alla posizione dei veicoli oggetto di controllo. Forme d’interoperabilità tra le Sale Operative delle Forze di Polizia e quelle delle Polizie Municipali, allo scopo di migliorare l’impiego delle risorse sul territorio. Naturalmente a tutto questo deve seguire a ruota, e sembra sottointeso, l’uso dell’arma da parte di tutti gli appartenenti alla Polizia Locale, la contrattazione a parte con le stesse prerogative della Polizia di Stato, la modifica dell’art. 57 del c.p.p., l’esenzione della tassa per gli apparati radio e pedaggio autostrade. Le prerogative per la riforma della categoria sembrano esserci. .L’Anvu sta lavorando su questa strada.

Ministero dell’Interno

 PATTO PER LA SICUREZZA

TRA

MINISTERO DELL’INTERNO E A.N.C.I.

 20 MARZO 2007

 CONSIDERATO 

  • che la sicurezza è un diritto primario dei cittadini da garantire in via prioritaria per assicurare lo sviluppo sociale ed economico del Paese ed un’adeguata qualità della vita;
  • che vi è l’esigenza che tale diritto sia assicurato nel modo migliore e più pieno non soltanto in relazione ai fenomeni di criminalità organizzata, ma anche in rapporto a quelli di criminalità diffusa incidenti sul territorio e, più in generale, a quelli dell’illegalità;
  • che la crescita della domanda di sicurezza, sia pur con diversa intensità a seconda delle varie aree del Paese, è comune  a tutte le realtà urbane di grande, media e piccola dimensione;
  • che, al fine di garantire una crescente capacità di risposta all’aumentata sensibilità ai problemi delle sicurezza delle comunità interessate, è opportuno assicurare modelli di governo della sicurezza urbana che sappiano affiancare ai necessari interventi per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica iniziative capaci di migliorare la vivibilità del territorio e la qualità della vita, coniugando prevenzione, mediazione dei conflitti, controllo e repressione;
  • che, in tale quadro, è da tempo in atto una proficua attività di collaborazione tra Amministrazioni centrali ed Autonomie locali che, nel rispetto delle reciproche competenze e responsabilità, ha dato vita sul territorio ad un efficace processo di partecipazione al governo della sicurezza capace di assicurare un rinnovato rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini;
  • che, alla luce delle esperienze maturate al riguardo, si rende opportuno, al fine d’intensificare il livello di collaborazione, procedere ad un’intesa tra il Ministero dell’Interno e l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani che, ferme restando le attribuzioni riconosciute, rispettivamente, allo Stato ed alle Autonomie locali, definisca in via generale coordinate linee d’intervento che assicurino un più elevato livello di risposta alla domanda di sicurezza, cui potranno far seguito specifiche intese in sede locale mediante le stipula di patti per la sicurezza;
  • quanto previsto dall’articolo 20 della legge 1° aprile 1981, n. 121, così come successivamente modificato, in ordine al Comitato provinciale per l’ordine e sicurezza pubblica;

PRESO ATTO 

-                     della necessità di garantire la più ampia collaborazione tra il Ministero dell’Interno ed i Comuni, ferma restando la competenza in materia di ordine e sicurezza pubblica dello Stato che in sede locale la esercita in termini generali attraverso l’Autorità Nazionale e le Autorità provinciali di pubblica sicurezza; 

-                     che il bene pubblico della sicurezza dei cittadini può essere maggiormente garantito nello sviluppo di politiche integrate e partecipate di sicurezza, nella sinergia tra attività delle strutture dello Stato preposte alla pubblica sicurezza ed i diversi livelli delle autonomie territoriali, pur nel rispetto dei diversi ambiti di competenza, secondo un approccio globale;

-                     che la competenza statale in materia di sicurezza ed ordine pubblico e di contrasto alla criminalità fa capo nella provincia al Prefetto quale Autorità  provinciale di pubblica sicurezza, nell’ambito delle proprie attribuzioni, mentre è compito del Sindaco assumere tutte le iniziative di sicurezza e prevenzione sociale atte al miglioramento della vivibilità e della qualificazione dei luoghi di vita ed al contrasto dei fenomeni di disagio sociale e di degrado urbano, nell’ottica più ampia di raccordare le attività di controllo del territorio delle Forze di polizia con le competenze degli Enti locali; 

-           che vi è l’esigenza di garantire un rafforzamento del rapporto collaborativo tra lo Stato e le Istituzioni locali, in particolare nei piccoli Comuni, assicurando la rappresentazione e la trattazione delle questioni attinenti alla sicurezza delle comunità locali o per la prevenzione di tensioni o conflitti sociali che possono comportare turbamenti dell’ordine o alla sicurezza pubblica; 

-                     che in linea con i principi di legalità e sussidiarietà ed al fine di svolgere un’incisiva azione di contrasto alle forme di condizionamento dei rapporti economico-sociali nelle amministrazioni locali, garantendo la massima trasparenza di tutte le procedure di acquisto di beni e servizi e la loro conformità alle disposizioni di legge, il Ministero dell’Interno sta promuovendo, tramite i Prefetti, un’azione di sostegno tecnico-giuridico anche attraverso la sperimentazione di una collaborazione positiva nella gestione delle procedure per l’affidamento degli appalti di opere pubbliche, di forniture e di servizi, come previsto dalla Direttiva n. 17102/128/1/V del 5 marzo 2007. 

RILEVATO 

-                     che il Ministero dell’Interno è impegnato a dare risposta alle nuove istanze di sicurezza provenienti dalla società civile, con l’adeguamento costante delle strategie, delle metodologie operative, delle soluzioni organizzative e gestioni e con il consolidamento delle sinergie con tutte le istituzioni interessate, in primo  luogo i Comuni e la Polizia Municipale; 

-                     che i Comuni sono impegnati ad assicurare, secondo le specifiche competenze e le correlate responsabilità ad essi attribuite, la massima trasparenza ed efficacia nell’espletamento delle proprie funzioni, con specifico riguardo a quelle spettanti alla Polizia Municipale; 

-                     che i patti per la sicurezza rappresentano un nuovo modello operativo capace di favorire la collaborazione tra le Parti con la definizione strategica e condivisa di linee sinergiche di azione; 

SI CONVIENE 

nella condivisione delle considerazioni espresse nel preambolo, le Parti s’impegnano ad attuare specifiche azioni d’intervento secondo le seguenti linee di indirizzo: 

Ø           attuazione delle innovative forme di collaborazione  logistica, strumentale e finanziaria tra Stato ed Enti locali previste dall’articolo 1, comma 439, Legge Finanziaria per l’anno 2007 (Legge 27 dicembre 2006, n. 296), per la realizzazione delle finalità individuate nel presente Patto; 

Ø           promozione di un sempre più proficuo e sinergico rapporto di collaborazione tra i Prefetti ed i Sindaci finalizzato ad assicurare un più intenso ed integrato processo conoscitivo delle problematiche emergenti sul territorio. A tal fine il Prefetto, anche su segnalazione dei Sindaci interessati, potrà valutare la possibilità, per l’esame di specifiche problematiche legate ad aree territoriali minori, di prevedere “Sessioni itineranti” del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ovvero “Sessioni propedeutiche” dello stesso, presiedute dal dirigente dell’Area ordine e sicurezza della Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo, alle quali parteciperanno i Sindaci dei Comuni – o del Comune – interessati ed i responsabili delle unità territoriali delle Forze di polizia, i cui esiti saranno riferiti al Prefetto per le eventuali determinazioni di competenza. Il Prefetto disporrà che siano effettuale le opportune comunicazioni ai Sindaci interessati circa le iniziative assunte; 

Ø           attivazione da parte dei soggetti istituzionali, ciascuno per quanto compete, di iniziative organiche ed integrate di prevenzione sociale mirate, in relazione alla specificità dei contesti territoriali, alla riqualificazione del tessuto urbano, al recupero del degrado ambientale e delle situazioni di disagio sociale, che contribuiscano ad elevare i livelli di sicurezza e vivibilità urbana e di coesione sociale; 

Ø           previsione di integrate strategie di intervento per la qualificazione e il miglioramento del controllo sul territorio da parte delle Polizie locali, sia mediante la polizia annonaria, urbanistica e stradale, che attraverso il rafforzamento delle verifiche di polizia amministrativa, con il controllo dei locali di pubblico spettacolo e dei pubblici esercizio in genere; 

Ø           promozione, in sinergia con i corrispondenti interventi intrapresi dalle Regioni in materia, di iniziative per il reclutamento, la formazione  l’aggiornamento professionale del personale dei Corpi di Polizia Municipale e di altri operatori della sicurezza, nell’ottica  di un innalzamento dei relativi livelli di professionalità, creando così le condizioni per una integrazione tra gli operatori nel quadro delle iniziative in tema di “sicurezza diffusa”, con possibili organizzazione di “pattuglie miste”, utili per fronteggiare l’emergere di situazioni di illegalità che necessitino della predisposizione straordinaria di azione di contrasto congiunta. In tale direzione le Parti s’impegnano a promuovere mirate sinergie affinché siano garantite, anche mediante apposite iniziative legislative, modalità di accesso ai ruoli del personale della Polizia Municipale che assicurino una selezione rigorosa in presenza di requisiti di sicura affidabilità e preparazione; 

Ø           realizzazione, nei limiti del vigente quadro ordinamentale, di forme d’interoperabilità tra le Sale Operative delle Forze di Polizia e quelle delle Polizie Municipali, con verifica preliminare della compatibilità tecnologica delle progettualità esistenti e successivo studio e sviluppo di possibili sinergie operative volte a migliorare l’impiego delle risorse sul territorio; 

Ø           promozione di una più stretta e proficua collaborazione tra i sistemi informativi del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e quelli delle Autorità locali, con verifica della possibilità di accesso, nei limiti consentiti dalle attuali disposizioni normative, da parte delle Polizie Municipali a taluni dati, quali quella relativa alla posizione dei veicoli oggetto di controllo; 

Ø           attivazione di uno specifico gruppo di lavoro per l’elaborazione di  proposte per riforme ordinamentali in materia di sicurezza urbana; 

Ø           elaborazione di patti d’area e di protocolli  territoriali; 

Ø           promozione e potenziamento – laddove già esistenti – in conformità alle linee guida definite dal Ministero dell’Interno nella circolare n. 558/A/421.2/70/456 dell’8 febbraio 2005, di apparati di videosorveglianza a supporto delle attività di prevenzione e contrasto al degrado ed alle illegalità attuale dalle Forze di Polizia e per la più complessiva riqualificazione delle aree urbane. 

Le parti di impegnano a svolgere verifiche annuali per eventuali integrazioni e/o modifiche che si rendano necessarie.

 Roma 20 marzo 2007 

Il ministro dell’interno

Giuliano Amato

 Il Presidente dell’A.n.c.i.

Lorenzo Domenici

 (Foglio allegato scritto a mano)

 Il Ministro degli Interni e i Sindaci delle aree metropolitane concordano sui seguenti impegni:

A.     Definizione in sessanta giorni di patti per la sicurezza con ogni città metropolitana che prevedano, da parte di tutti i contraenti, risorse finanziarie e organizzative adeguate.

B.     Avvio, nello stesso periodo di tempo, di un gruppo di lavoro che definisca innovazioni legislative e normative che consentano nuovi strumenti per contrastare, nelle città, i fenomeni di disagio e degrado.

 APRI IL "PATTO SICUREZZA" MINISTERO REGIONE FRIULI V.G. >>>>

 



 

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