POLIZIA LOCALE, ARRESTATO SPACCIATORE CON 28 OVULI DI COCA. AGENTI ACCERCHIATI, COLPITI E MINACCIATI CON COCCI. DUE FERITI.

Associazione Professionale Polizia Locale D'Italia


Gli agenti del reparto Sicurezza Urbana circondati da almeno una ventina di persone nel centro storico. I due feriti sono stati giudicati entrambi guaribili in 6 giorni. Un’altra persona denunciata in concorso;

Stanotte, alle 2.40, gli agenti del reparto Sicurezza Urbana della polizia locale hanno arrestato per resistenza e possesso di droga finalizzato allo spaccio T.C., cittadino senegalese di 30 anni e denunciato a piede libero per il concorso nel possesso degli stupefacenti  G.C., connazionale di 29 anni, entrambi pregiudicati, regolarmente in possesso di permesso di soggiorno. L’arrestato è stato trovato in possesso di 8 dosi di cocaina, del peso di 3.1 grammi, che ha sputato al momento dell’arresto. Alle verifiche in ospedale al Galliera, autorizzate dal magistrato di turno alla luce di abbondanti precedenti specifici, è risultato aver ingerito altri 20 ovuli per un peso stimato totale di circa 11 grammi. L’uomo è attualmente ricoverato in ospedale nell’attesa che evacui lo stupefacente dopo di che si potrà procedere alla pesatura totale.

Agenti accerchiati da oltre una ventina di persone che hanno cercato di liberare l’arrestato, colpiti con bottiglie e minacciati con cocci di vetro

T. C. è stato catturato in vico Cuneo, traversa pedonale tra via Gramsci e via Pre’ (sopra la mappa) dopo un inseguimento a piedi ed è lì che è avvenuto un fatto gravissimo: l’uomo, sentendosi braccato, inseguito da 6 agenti in divisa e 2 in borghese, ha richiamato i connazionali a gran voce e questi sono arrivati in massa e hanno accerchiato i cantuné che si sono chiusi a testuggine per difendersi, tenendo testa al folto gruppo di persone di origine africana che tirava bottiglie e le infrangeva per minacciare coi cocci gli agenti.

Al suono delle sirene delle altre pattuglie della polizia locale in arrivo, gli aggressori si sono dileguati nei vicoli. Due agenti colpiti dalle bottiglie lanciate, sono stati accompagnati presso il pronto soccorso dell’Ospedale Galliera per le cure. Durante l’inseguimento, la persona poi arrestata ha perso numerose banconote da venti e cinquanta euro, poi raccolte e sequestrate dagli agenti, per un totale di 2.590 euro, verosimilmente provento del traffico di stupefacenti.

I fermati  sono stati prima accompagnati presso i locali della Questura, dove sono stati sottoposti a rilievi fotodattiloscopici per l’identificazione, e, successivamente, presso l’Ospedale Galliera dove sono stati sottoposti ad accertamenti clinici che hanno accertato la presenza, nello stomaco dell’arrestato di 20 ovuli. In ausilio dei colleghi del reparto Vivibilità sono andati quelli del reparto Giudiziaria oltre, al momento dell’aggressione, a tutti quelli che si trovavano in servizio.

La fuga nel centro storico per cercare la difesa dei connazionali e tentare di far perdere le sue tracce nei vicoli

Tutto è nato da un semplice controllo stradale in via Gramsci. Gli agenti hanno fermato un’auto di passaggio. L’uomo poi arrestato è scappato ed è stato inseguito fino a vico Cuneo mentre l’altro – il guidatore – non s’è mosso dall’auto, intestata proprio al denunciato. Entrambi sono residenti in Lombardia ma gravitano, di fatto, nella zona di Pre’. Il guidatore ha esibito una patente italiana.

La fuga del malvivente da via Gramsci al cuore della città vecchia contraddice quanto affermato da giudici della Corte di Cassazione che hanno sostenuto che non sempre il centro storico sia un’ostacolo per le forze di polizia. Secondo gli Ermellini, infatti, consentirebbe alle Divise di fare ricorso a “molteplici soluzioni stradali” e non sempre agevola la vendita di droga. Il fatto che i cantuné siano stati accerchiati indica, invece, che i vicoli sono un territorio pericoloso per i tutori della legge e la scelta del fuggitivo di infilarsi nei carruggi è chiara indicazione di come giudicasse più facile far perdere le proprie tracce in quel luogo.

[In copertina: l’auto dei fermati durante la perquisizione]