ANVU, un grido per spezzare il silenzio, ancora un suicidio tra le Forze di Polizia ad ordinamento locale.

Abitava a Cernusco la vigilessa di Milano che si è tolta la vita

Aveva 48 anni. Si sarebbe sparata con la sua pistola di servizio. I funerali si sono svolti ieri, venerdì 12 febbraio 2021, in città nella chiesa parrocchiale santa Maria Assunta.

Si sono svolti ieri, venerdì 12 febbraio, a Cernusco sul Naviglio, i funerali della vigilessa di 48 anni in servizio a Milano, che si è tolta la vita.

Dedicato ad Elenora...

ANVU, un grido per spezzare il silenzio, ancora un suicidio tra le Forze di Polizia ad ordinamento locale.

Negli ultimi giorni, l’ennesima morte, quella di una nostra collega di Milano, rende più che mai attuale il tema dei decessi e dei suicidi tra gli operatori di Polizia Locale, sottoposti a forti pressioni, anche psicologiche per via della peculiare natura del loro lavoro, dell’ambiente in cui si trovano a svolgerlo ogni giorno, ed alle gravi discriminazioni rispetto alle altre forze di polizia loro riservate dalle istituzioni.

SEMPRE PRONTI A DOVER DARE, SEMPRE CHIAMATI A CONCORRERE PER LA SICUREZZA DELLE LORO CITTA’, MA COSTANTEMENTE DISCRIMINATI E VOLUTAMENTE NON RICONOSCIUTI O ADDIRITTURA DENIGRATI.

Dobbiamo fermarci e riflettere, non possiamo ignorare eventi così drammatici e frequenti.

Siamo persone normali, lavoratori che meritano rispetto, a cui vengono assegnate responsabilità da supereroi, ma senza le corrispondenti tutele, senza un “paracadute” che ci aiuti a non precipitare, come è successo ad Eleonora e a tanti altri colleghi italiani, un “paracadute” che ci sorregga e ci sostenga nella nostra quotidiana attività per la tutela delle nostre comunità.

Ci chiedono di garantire sicurezza, prossimità, tutela delle persone e dell’ambiente da un lato, e dall’altro ci impongono obblighi di “cassa” che mal si conciliano tra loro.

Vorremmo che tutto ciò non accadesse più, desidereremmo far cessare le parole di conforto a cui non seguono nei fatti le azioni positive, vorremmo un ritorno alla coscienza, quella vera, quella che dovrebbe sostenere ogni essere umano, soprattutto quello più debole, quello più fragile, quello più discriminato e grottescamente deriso.

Desidereremmo ricordare a tutti che dietro ad ogni operatore di Polizia Locale si nasconde un essere umano, con le sue potenzialità ma anche con le sue peculiarità, le sue fragilità e i suoi affetti.

Spesso chi compie un gesto estremo lascia una famiglia del tutto ignara dei dolori e delle preoccupazioni che spingono molti dei nostri colleghi, sempre più frequentemente, a scegliere la strada del non ritorno. Parlare di suicidio non è mai semplice, eppure, rappresenta l’ennesima occasione, spesso ignorata, per far riflettere e sensibilizzare la coscienza collettiva, in questo mondo che tende volutamente a non considerare la gravità di questo orrendo fenomeno.

 

ORA BASTA, PRETENDIAMO SOLUZIONI CONCRETE

che ci aiutino a contrastare il disagio lavorativo di chi non riesce o non trova il coraggio di chiedere un aiuto o un sostegno psicologico, quello che ancora oggi rappresenta per tanti un tabù, una debolezza o un’alternativa di poco conto nella nostra società. Una mano amica capace che ci dia il coraggio e la forza di reagire per non cadere.

A tutto c’è risposta, basta crederci ma soprattutto volerlo ed organizzarsi per ottenerlo. Salvare delle vite significa anche avere il coraggio di chiedere un aiuto a chi potrebbe avere le capacità di riuscirci.

E’un problema economico di costi da sostenere? Con tutti i tagli apportati dai vari governi non ci sono fondi per Noi? Ma quanto vale ogni vita umana? Quanto pesa il dolore di famiglie distrutte?

Continuiamo insieme, cari colleghi italiani, a far sentire la nostra voce a tutti i livelli Istituzionali, ad iniziare dalle nostre Amministrazioni, a coloro che danno il nostro lavoro per scontato, per cui una morte in più o in meno, rimane silente e priva di valore.

ANVU, è anche la voce di tutti questi colleghi che non hanno avuto il coraggio o la forza di esprimere il loro malessere ed è per questo che dobbiamo combattere la nostra battaglia anche per loro.

Se riuscissimo a salvare anche solo uno, dei nostri colleghi, avremmo vinto una grande battaglia e potremmo sperare in futuro ove questa assurda guerra finirà.

Anvu è vicina a tutti i colleghi delle Polizie Locali Italiane ed alle loro famiglie che hanno perso genitori, figli, fratelli e comunque familiari e amici, ma anche a tutti i colleghi che a causa del servizio hanno subito e subiscono aggressioni e ingiustizie.

Cara Eleonora, la Tua profonda sensibilità, la Tua sofferenza siano il simbolo puro di una Forza di Polizia che merita, come dovevi meritarlo Tu l’ascolto ed il rispetto.

Il Presidente Nazionale ANVU
Silvana PACI

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